Tempo di Chet. La versione di Chet Baker – con Paolo Fresu dall’8 Gennaio 2019 Teatro Massimo di Cagliari

 

Teatro Stabile di Bolzano
Tempo di CHET.
La versione di Chet Baker
di Leo Muscato e Laura Perini

con Paolo Fresu – tromba, flicorno
Dino Rubino – piano
Marco Bardoscia – contrabbasso

e (in o.a.) Alessandro Averone, Bruno Di Chiara, Rufin Doh, Debora Mancini,
Daniele Marmi, Mauro Parrinello, Graziano Piazza, Laura Pozone

musiche originali Paolo Fresu
scene Andrea Belli
costumi Silvia Aymonino
light designer Alessandro Verazzi

regia Leo Muscato

Chet Baker, uno dei miti musicali più controversi e discussi del Novecento, rivive grazie alla musica di Paolo Fresu e a un cast di otto attori in uno spettacolo scritto da Leo Muscato e Laura Perini.
Tempo di CHET. La versione di Chet Baker nasce dalla fusione e dalla sovrapposizione tra scrittura drammaturgica e partitura musicale, crea un unico flusso organico di parole, immagini e musica per rievocare lo stile lirico e intimista di questo jazzista tanto maledetto quanto leggendario.
La regia di Leo Muscato modula l’incessante oscillare tra passato e presente, che fa affiorare fatti ed episodi disseminati lungo l’arco dell’esistenza di Chet Baker, da quando bambino suo padre gli regalò la prima tromba, fino al momento prima di volare giù dalla finestra di un albergo di Amsterdam.
«Ogni apparizione apre il sipario su una fase della vita dell’artista, che ha passato molti periodi lavorando e vivendo in vari luoghi d’Italia, facendo emergere anche il sapore di epoche diverse, di differenti contesti socioculturali e visioni del mondo. Si delinea la figura del grande trombettista, che fra sogni, incertezze, eccessi ha segnato una delle pagine più importanti della storia della musica» commenta il regista.
«Se la sua vita e la sua morte sono ancora oggi avvolte dal mistero, la sua musica è straordinariamente limpida, logica e trasparente, forse una delle più razionali e architettonicamente perfette della storia del jazz» riflette Fresu «Ci si chiede dunque come mai la complessità dell’uomo e il suo apparente disordine abbiano potuto esprimersi in musica attraverso un rigore formale così logico e preciso».

Durata: 2 ore senza intervallo

Così la stampa:
In realtà si tratta di una vera opera jazzistica – spiega Fresu-. Non solo il percorso di un genio maledetto, ma anche uno spaccato di storia della musica del secolo scorso e di un’epoca tormentata che ha visto Baker protagonista negli USA e anche in Italia.
Giuseppina Manin, Corriere della sera

Oltre a costituire un omaggio ad uno dei più geniali e tormentati trombettisti e cantanti jazz del Novecento quale è stato Chet Baker, l’allestimento presenta una mirabile commistione interattiva tra il linguaggio della parola e il linguaggio della musica. E questa è la sua accattivante e vincente particolarità. La formula drammaturgica funziona alla perfezione perché valorizza tanto il bel testo scritto a due mani da Leo Muscato e Laura Perini, quanto le musiche originali composte dal talentuoso Paolo Fresu (…)
Massimo Bertoldi, Hystrio

Le chiavi del successo di questo spettacolo, che comincia ora una tournee triennale (…) sono molteplici, a partire dall’interpretazione e dagli arrangiamenti di Paolo Fresu, da una regia che adopera con maestria i diversi registri interpretativi, da un cast e da otto bravi attori che trasmettono una forte intesa (..)
Monique Ciola, L’Adige

Una versione che ha trovato la sua originale “forma” in questo spettacolo, che scorre come uno strano sogno ben raccontato, impasto di parole e musica miscelate in sinfonia. È una sorta di opera lirica in prosa, con la buca dell’orchestra rovesciata in su (…)
Paolo Mazzucato, Alto Adige

Ebbene, “Chet” interpretato da Paolo Fresu e da Alessandro Averone (un musicista-compositore e un attore che trasformano felicemente in oro zecchino tutto quanto toccano) ha entusiasmato, commosso e stregato fin dalla anteprima, alba di un lungo viaggio nei teatri italiani che ci auguriamo si arricchisca ancora.
Giancarlo Riccio, Salto

(.. ) spettacolo orchestrato benissimo, dove appaiono personaggi centrali in quella vita (…) Fresu, con i suoi due eccellenti coangeli, soffia dall’inizio alla fine la musica dell’anima, ponendo il jazz in quella dimensione tra terra e cielo in cui e per cui nacque (…) Forte e poetica idea autorale e registica
Roberto Mussapi, Avvenire

Il didascalismo ha una logica precisa e sensata – raccontare al grande pubblico una storia esemplare, ma poco o per nulla conosciuta (…)
Luigi Bolognini, La Repubblica

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